L'individuo non sempre si prende cura della propria salute psicologica tanto quanto fa per quella fisica. Ancora in molti diffidano dello psicologo. In realtà andare dallo psicologo non vuol dire essere "svitati" o "diversi", al contrario, significa prendersi cura della propria salute mentale, che va di pari passo con quella fisica, migliorando notevolmente la qualità totale della propria esistenza.
martedì 1 ottobre 2013
Definizione e finalità della consulenza psicologica
La consulenza psicologica è un servizio professionale, rivolto al singolo, alla coppia, alla famiglia o
al gruppo, che consiste in una
“consultazione mirata alla risoluzione di difficoltà personali o
relazionali che riguardano un disagio o una difficoltà passeggeri ”
.
Per raggiungere tale finalità, la consulenza psicologica si struttura normalmente in 3 fasi:
1. Presa di coscienza e chiarificazione della situazione di disagio e del conflitto conseguente.
Questa fase include l’analisi delle aspettative personali (Quali sono i miei obiettivi? Perché
ho bisogno dello psicologo?), dei punti di debolezza e di forza personali (es. Quanto sono
motivato al cambiamento?), che consentono di progettare un intervento realistico di
soluzione del problema, che abbia obiettivi consapevoli e realizzabili in tempi ragionevoli.
2. Facilitazione di scelte autonome e responsabili, che tengano conto dei bisogni individuali e
delle risorse possedute, così come delle potenzialità inespresse che possono essere utilizzate
per risolvere il problema.
3. Sostegno nel perseguire la decisione maturata ed il processo di crescita personale che
accompagna la risoluzione delle situazioni di crisi.
Come ben si evince da quanto prima esposto, la consulenza di tipo psicologico è un "aiutare
qualcuno a prendere decisioni da sé ", facilitando il cambiamento, la crescita e la realizzazione
personale, tenendo ben presente la frequente tendenza, di fronte ad una situazione cui non si riesce a
venire a capo, a spingere il professionista a decidere per sé, vedendolo come un consulente che dà
consigli ed elargisce soluzioni.
Niente di più sbagliato, per due motivi fondamentali..
Primo, perché non esiste una soluzione preconfezionata anche per situazioni analoghe e tantomeno
qualcuno che possa scegliere efficacemente per un altro, per quanto capace ed abile sia.
Secondo, ma non meno importante, risolvendo i propri problemi magari velocemente, mediante
aiuti esterni, la persona, di fatto, non può acquisire alcuna autonomia personale e decisionale che le
consentirà, anche in futuro, di fronteggiare eventuali ostacoli.
Il consulente è chiamato, quindi, a dare una risposta all'esplicita richiesta di aiuto, senza
assecondare l'implicita richiesta di direzione o di guida o di delega (che creerebbe dipendenza).
Tale funzione specifica della consulenza si rifà, dando piena attuazione, all’a rt.3 del Cap. 1 del
Codice deontologico degli psicologi che dichiara:
Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed
utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità.
In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere se
stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace.
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